9 Luglio 2019

SULL’INVIO DEI CORRISPETTIVI ELETTRONICI

Opportunità o vincolo per le piccole e medie imprese?

Appena il tempo di metabolizzare i processi della fatturazione elettronica ed ecco presentarsi una nuova sfida: l’invio dei corrispettivi elettronici.

Il decreto legislativo è il n. 127 del 5 agosto 2015 ma solo da pochi mesi, viste le scadenze imminenti, sembra che le aziende abbiano iniziato davvero ad interessarsene. Per coloro con un fatturato annuo superiore ai 400.000€ la data di partenza obbligata era il 1 luglio 2019, mentre per i restanti il tutto è rimandato a gennaio 2020.

Invio dei corrispettivi elettronici: opportunità o vincolo?

I Retailer sono chiamati a prendere decisioni importanti soprattutto perché l’investimento economico potrebbe risultare rilevante pur considerando l’esistenza di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto del nuovo hardware. Per prima cosa è infatti necessario sostituire i tradizionali registratori fiscali con i nuovi registratori telematici (visualizza la pagina di progetto per maggiori dettagli sugli RT per l’invio dei corrispettivi telematici)

Come spesso accade in questi casi l’imposizione normativa può essere vista come obbligo fine a sé stesso o come un’opportunità. Lasciateci dire che la nostra esperienza sulla tematica ci porta a sostenere che per le piccole/medie realtà possa essere più un’opportunità mentre per i grandi player forse può risultare più un’imposizione senza troppi risvolti positivi, anzi spesso si troveranno a dover gestire un’integrazione non banale con i propri sistemi gestionali.

Per il piccolo/medio Retailer l’opportunità che vediamo è la rivisitazione della propria connettività (il Registratore Telematico ha necessità di essere collegato ad Internet per poter dialogare con l’Agenzia delle Entrate). Infine potrebbe anche essere l’occasione per svecchiare il proprio software retail, sfruttando così questo obbligo come opportunità per migliorare l’efficienza e l’efficacia della propria rete vendita.

Chi ha un gestionale dovrà procedere all’aggiornamento del proprio software per comunicare con il nuovo dispositivo RT.

Ricordiamo che il nuovo scontrino sarà un “documento commerciale” che avrà tre distinte nature: vendita, annullo e reso. 

Non esisterà più lo scontrino ibrido con differenti transazioni, ma ognuna di loro avrà una stampa specifica in cui saranno riportate ben distinte le varie nature IVA e le forme di pagamento utilizzate. Questo comporta modifiche applicative importanti a vari livelli. Per il gestore dello Store infatti l’operazione dovrebbe poter essere realizzabile come avviene oggi, lasciando al software l’onere di gestire la divisione nei tre documenti distinti. Lato Sede invece si rischia, se non gestito correttamente, di trovare problemi nelle analisi statistiche dei punti vendita. Sistemi gestionali che non riescono a collegare le vendite ai resi forniranno alla Business Intelligence dati separati, falsando le performance di vendita.

Registratori telematici e server RT

Due le possibili configurazioni per l’invio dei corrispettivi elettronici: tramite Registratore Telematico o tramite server RT. Nel primo caso si tratta di un dispositivo del tutto assimilabile all’attuale registratore di cassa, che può essere utilizzato in store che hanno fino a due registratori telematici. Se invece il negozio ha più di tre punti cassa allora diventa obbligatorio utilizzare un Server RT che centralizza in un unico dispositivo tutte le vendite del negozio e si occupa della trasmissione del dato all’Agenzia delle Entrate.

Entrambi i dispositivi, certificati dal produttore e disgiunti dal software gestionale dello Store, sono dotati di un certificato registrato nella memoria permanente di riepilogo del Registratore Telematico, in abbinamento con la chiave privata generata in fase di produzione del Registratore.

Conclusioni sull’invio dei corrispettivi

Per concludere diciamo che sicuramente in questa prima fase è più facile evidenziare le criticità rispetto ai reali benefici, che in questo momento sembrano propendere più verso l’erario; tuttavia se poniamo l’attenzione sulla fase di checkout forse in un futuro ormai prossimo il punto cassa diverrà uno strumento prezioso per lo Store non solo per transare la vendita ma anche per erogare servizi al consumatore finale.

 

 

 

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